L’immunoterapia è una strategia terapeutica che utilizza il sistema immunitario del paziente, cioè il naturale sistema di difesa dell’organismo, per combattere varie malattie, tra cui il cancro. Gli effetti collaterali dell’immunoterapia sono ben differenti rispetto a quelli tipici delle altre terapie oncologiche, come ad esempio la chemioterapia, che frequentemente causa nausea, vomito, perdita dei capelli, infezioni e neuropatie.

Immunoterapia: gli effetti collaterali

Gli effetti collaterali dei trattamenti immuno-oncologici sono correlati a reazioni infiammatorie generate da questi farmaci che si rivolgono contro i tessuti sani dell’organismo, causando ad esempio infiammazioni temporanee a livello gastrointestinale e cutaneo.

Nella maggior parte dei casi, gli effetti indesiderati dei farmaci immunoterapici sono di entità lieve o moderata, e questi trattamenti sono generalmente meglio tollerati rispetto a chemioterapia e terapie target. Tendenzialmente gli effetti collaterali dell’immunoterapia possono essere facilmente gestiti e, nella maggior parte dei casi, risolti grazie all’adozione di specifici accorgimenti terapeutici su indicazione medica. Talvolta possono verificarsi reazioni più importanti come ad esempio una forma di autoimmunità. Altri effetti collaterali che sono stati comunemente riscontrati nei pazienti trattati con l’immunoterapia sono: dolore generalizzato; gonfiore e aumento di peso; nausea e vomito; indolenzimento; eritemi cutanei; prurito diffuso; sintomi influenzali come dolori articolari, febbre, brividi, mal di testa, senso di spossatezza; cali o innalzamenti di pressione; palpitazioni; diarrea; maggiore vulnerabilità alle infezioni.

La maggior parte di questi effetti collaterali è di lieve entità e può essere gestita con farmaci sintomatici.

 

Gli effetti collaterali sulla cute

Tra gli effetti collaterali dell’immunoterapia, la tossicità cutanea è un evento abbastanza comune. Di solito dopo qualche settimana dall’inizio del trattamento possono comparire i seguenti episodi sulla pelle: rash eritematoso a braccia e tronco; cute secca; orticaria e xerosi e prurito generalizzato; vitiligo.

Per tutti questi effetti avversi, è importante sapere che non si tratta di una reazione allergica al trattamento.

Anche se le tossicità cutanee si presenta in maniera importante solo in pochi casi, può essere molto fastidiosa e compromettere (poiché visibile) la vita di tutti i giorni e i rapporti sociali. Per questo è importante parlarne con il proprio medico di riferimento per adottare gli accorgimenti adeguati.

Le tossicità cutanee possono presentarsi in momenti diversi del trattamento. Infatti, mentre nelle prime settimane di cura sono più frequenti episodi infiammatori (come il rash cutaneo), più tardi possono presentarsi secchezza della cute e alterazioni a carico di unghie e capelli.

 

Eruzione cutanea o rash

È la reazione cutanea più frequente. Si tratta di un’eruzione, che può presentarsi con entità variabile (solitamente lieve) in corso d’immunoterapia.

Il rash tipico interessa prevalentemente il viso, il torace e il cuoio capelluto e, qualora si manifesti, compare solitamente fin dai primi giorni di terapia. Consiste in una follicolite, ossia in un’infiammazione del follicolo del pelo, e somiglia all’acne. Tuttavia, non essendo acne non va trattata come tale. Talvolta in corso d’immunoterapia si possono sviluppare anche chiazze di colore più chiaro ben circoscritte (note come vitiligo).

Il rash si può sviluppare in zone particolari particolarmente umide, come in prossimità delle palpebre, del naso e agli angoli della bocca, causando infiammazione locale. 

Accorgimenti utili

  • Utilizzare detergenti delicati e creme idratanti dermoaffini (evitare soluzioni alcoliche come il tonico per il viso, i preparati in polvere o alcuni prepararti per uso topico con base grassa);
  • Non schiacciare e/o grattare le lesioni cutanee;
  • Per gli uomini: evitare di fare la barba tutti i giorni e usare il rasoio elettrico anziché la lametta, utilizzare creme emollienti pre-rasatura e idratanti post-rasatura (non usare dopo-barba alcoolici);
  • Per le donne: possono essere utilizzati trucchi privi di alcool;

 

Secchezza della cute

È la seconda reazione cutanea più frequente dopo il rash e si verifica a causa di un’eccessiva perdita di acqua a livello della cute che diventa secca, squamosa e pruriginosa. Può comparire anche se si mantiene un’adeguata idratazione, perché è legata ad una disfunzione nell’attività di barriera della cute dovuta al trattamento immunoterapico.

Accorgimenti utili

  • Evitare bagni caldi e docce prolungate, utilizzare detergenti neutri e magari aggiungere oli emollienti all’acqua del bagno;
  • Applicare dopo il bagno (e anche durante la giornata) creme nutrienti e lenitive sulla pelle;
  • Proteggere la pelle dal freddo, dal vento e dal sole;
  • Usare uno shampoo antiforfora per lenire il fastidio al cuoio capelluto;
  • Usare abiti ampi e comodi e, se possibile, con il cotone a contatto con la pelle;
  • Mantenere sempre una buona idratazione, introducendo almeno di acqua 1.5 litri al dì.

 

Orticaria e xerosi e prurito generalizzato

Tra gli effetti più diffusi nei pazienti trattati con l’immunoterapia ci sono anche l’orticaria e la xerosi marcata. Questi effetti sono spesso conseguenza del rush cutaneo.

Accorgimenti utili

  • Tutte le indicazioni per la secchezza della cute sono applicabili anche per il prurito;
  • Applicare impacchi freddi (anche ghiaccio tritato in un sacchetto di plastica avvolto in un asciugamano) mantenere le unghie corte e ben curate (per evitare di graffiarsi grattandosi);
  • Provare a strofinare/tamponare la cute, anziché grattarla;
  • Cambiare quotidianamente lenzuola, non mettendo troppe coperte sul letto.

In generale, per prevenire e recuperare gli effetti collaterali dell’immunoterapia sulla cute è bene evitare prodotti cosmetici che contengono derivati degli idrocarburi (petrolatum, paraffina, vaselina) o di siliconi (cyclomethicone, dimethicone, cyclopentasiloxane, cyclohexasiloxane). Allo stesso modo vanno evitate creme o lozioni a base di sostanze esfolianti e irritanti come acido glicolico, alfa-idrossiacidi. Nel caso di prurito e su indicazione del proprio medico, si può ricorrere all’uso di antistaminici.

Invece, per ripristinare l’idratazione si suggerisce l’uso di creme formulate con principi attivi selezionati e mirati: insaponificabili (karitè, jojoba, oliva, palma), aloe, niacinamide (vitamina B3), tocoferoli e tocotrienoli, ceramidi, gamma orizanolo.

 

 

Fonti:
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