Le parole “terapia ormonale” fanno pensare immediatamente alla Tos: la terapia ormonale sostituiva a base di ormoni estrogeni che alcune donne assumono per contrastare i sintomi della menopausa, in primo luogo le vampate di calore.

Ma non si tratta solo di questo. Anche alcune pazienti oncologiche, infatti, devono molto spesso assumere una terapia ormonale. In questo caso però l’obiettivo è quello di bloccare l’attività degli estrogeni, ritenuti coinvolti nell’insorgenza e nello sviluppo di almeno un terzo dei tumori mammari. Questa terapia agisce quindi inibendo la produzione degli estrogeni, o impedendo alla cellula tumorale di utilizzare gli estrogeni prodotti.

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Gli effetti collaterali della terapia ormonale

La terapia ormonale si basa infatti su diverse classi di farmaci:

  • anti-estrogeni: impediscono alle cellule tumorali di utilizzare gli estrogeni prodotti dall’organismo, inibendo così la loro crescita;
  • inibitori dell’aromatasi: bloccano la produzione degli estrogeni;
  • analoghi dell’LH-RH: inducono la menopausa farmacologica attraverso il blocco degli ormoni ipofisari che stimolano la sintesi degli estrogeni.

Gli effetti collaterali della terapia ormonale sono vari, e più frequentemente importanti nei primi mesi di trattamento. La loro intensità è inoltre molto variabile da persona a persona.

Tra i disturbi più frequenti della terapia ormonale in oncologia vi sono le vampate di calore, l’aumento della sudorazione, la ritenzione idrica e l’aumento di peso. Disturbi che hanno un peso sulla qualità della vita della donna.

A questi si aggiungono interferenze con la funzionalità epatica, il profilo lipidico (livelli di colesterolo e trigliceridi) e il tono dell’umore. E ancora, ipertensione, nausea; crampi muscolari; cefalea, stanchezza, insonnia, disturbi a livello genitale e nei rapporti sessuali.

Le vampate di calore sono molto comuni nelle donne con tumore al seno e interessano i due terzi delle pazienti. Questo si verifica perché:

  • l’età della diagnosi di tumore al seno avviene nella maggior parte dei casi nel periodo della menopausa. Questo fa sì che la terapia ormonale sostitutiva venga interrotta bruscamente.
  • la chemioterapia induce la menopausa precoce
  • è uno degli effetti collaterali indotti dalla terapia ormonale e dal brusco calo estrogenico che essa comporta.

Più che il basso livello degli ormoni estrogeni, infatti, a causare le vampate di calore è la loro rapida riduzione, proprio come accade nel caso di una menopausa indotta artificialmente. Per questo tali sintomi sono più frequenti nelle pazienti oncologiche rispetto alla popolazione generale dove il processo avviene naturalmente. Senza dimenticare che la malattia in sé può causare questi disturbi. Le vampate di calore non colpiscono solo le donne, ma anche gli uomini con tumore della prostata, un altro tumore ormono-dipendente.

Le vampate possono verificarsi raramente, ogni giorno o più volte al giorno. Iniziano con una sensazione di calore e la comparsa di rossore nella zona del volto e del torace. Il calore cresce poi diffondendosi anche ad altre parti del corpo, causando intensa sudorazione. Spesso il tutto si accompagna a una sensazione di ansia. Ogni episodio dura dai 3 ai 10 minuti e può ricorrere nell’ambito della giornata con una frequenza variabile. Non si verificano solo di giorno ma anche di notte, con ripercussioni sul sonno e quindi sul riposo e sulla qualità di vita in generale


Rimedi e prevenzione

Per tenere sotto controllo questi effetti collaterali della terapia ormonale viene in genere consigliato, come primo intervento, di modificare il proprio stile di vita, prima di tutto tenendo traccia di quanto accade in termini di frequenza, intensità e durata degli episodi.

Si consiglia poi di adottare alcune norme di comportamento riguardanti alimentazione e abitudini:

  • evitare di eccedere con la caffeina
  • evitare gli alcolici
  • evitare i cibi speziati e piccanti
  • smettere di fumare.

Inoltre è opportuno non indossare, specie la notte, abiti molto pesanti o in tessuti non naturali. Preferire invece fibre naturali come cotone e lino, anche per le lenzuola. Per favorire il sonno curare l’ambiente soprattutto della camera da letto in modo che sia il più possibile fresco e ventilato. Fare docce tiepide, anche prima di coricarsi, può contribuire ad abbassare la temperatura corporea.

Molto importante praticare attività fisica di rilassamento, come meditazione, yoga e tecniche di respirazione. Sull’efficacia dell’agopuntura i pareri sono invece discordanti.
Per quanto riguarda i rimedi farmacologici è stata dimostrata l’efficacia di alcuni farmaci antidepressivi, utilizzati a basse dosi. Tra questi venlafaxina, citalopram, clonidina.